20 novembre 2009
Domanda: La donna deve difendersi se qualcuno tenta di violentarla… Gli è permesso di utilizzare un'arma per difendersi?
Elogio ad Allah
(.....) La donna che si cerca di violentare deve difendersi, anche se la sua reazione provoca la morte del suo aggressore. È un dovere per lei di difendersi e non incorre in nulla uccidendo colui che tenta di violentarla.(...)
Se una donna si trova nell'obbligo di cercare di che mangiare o bere da un uomo e che quest'ultimo glielo dà soltanto se si offre a lui e che accetta questo col timore di perire, non incorre in alcuna pena. Se si dice: gli è permesso in questo caso di offrirsi a lui? O deve restare paziente, anche se dovesse morire? Si risponde che il suo caso è assimilabile a quello della donna costretta a commettere l'adulterio, quella a cui si dice: o tu mi lasci fare, o ti uccido. Una donna che commette l'adulterio in questa situazione non incorre in alcuna pena, poiché gli è permesso di ottemperare per evitare di essere uccisa. Se preferisse la morte, sarebbe meglio (ma non è un obbligo per lei).
Allah lo sa meglio.
20 novembre 2009
Mia moglie può presentarsi scoperta davanti allo zio paterno di mio padre di 70 anni?
Elogio ad Allah
Lo zio di vostro padre è anche vostro zio (?). Lo zio del marito non è un mahram (qualcuno con chi una donna può restare in intimità) per il suo coniuge. Di conseguenza, non gli è permesso scoprire il suo viso davanti a lui. Non è permesso neppure a questa persona di restare da solo con il coniuge in questione, anche se è di un'età avanzata, tenuto conto della generalità delle argomentazioni che vanno nel senso della prescrizione del velo senza distinguere tra giovani e vecchi, come la parola dell'altissimo profeta! "Di alle tue spose, alle tue figlie, ed alle donne che credono, di far scendere su di loro i loro grandi veli: in modo da essere riconosciute e per non essere offesse. Allah è Perdonatore e misericordioso. „ (Corano, 33: 59) , e come la parola del profeta: “Evitate di entrare nelle case delle donne! „.
-Cosa ne è del cognato?, o messaggero di Allah? Dice un uomo derivato dagli Ansar.
- Il cognato, é la morte! Rispose il profeta (riportato da al-Boukhari, 5232 e da parte di Muslim, 2172).
Layth ibn Saad dice: “Il termine hamwu designa il cognato ed altri stretti parenti del marito come suo cugino paterno.
Gli ulema della Commissione permanente hanno emesso una fatwa secondo la quale “non è permesso ad una donna di scoprirsi davanti allo zio di suo marito, anche se fosse di un'età avanzata, poiché non è un mahram per lei„.
Tuttavia la vostra sposa può rivolgere la parola a vostro zio ed informarsi del suo stato (di salute) senza scoprire il suo viso e senza stringergli la mano.
Allah lo sa meglio
19 novembre 2009
Seconda parte del reportage:
Il salafismo in dieci questioni (prima parte post precedente)
6. Quali sono i loro mezzi mediatici?
Benché alcuni ideologi proibiscano la televisione, altri chiamano affinché l' utilizzo di questi mass media sia esclusivamente riservato alla propagazione dell' islam. E' il caso ad esempio di molti canali satellitari arabi, che accordano un ampio posto a questo salafismo predicante
“la buona parola„ tanto in direzione delle società musulmane che dell' Occidente. I predicatori si succedono sui canali che, dal Qatar all' Egitto passando per gli emirati,giocano sulle nozioni del legale e dell' illecito molto caro a Youssouf al-Qaradawi. Una volta alla settimana, quest'ultimo anima l' emissione faro
“Al-Sharia oua Al-Hayat„ (la charia e la vita) nei studi del canale al-Jezira, durante la quale tratta di tutte le questioni di attualità, a volte con una violenza inaudita. Detto ciò, Internet è diventato il mezzo principale per trasportare le idee salafiste, sia quelle dei fratelli musulmani o quelle dei wahhabiti ed anche quelle dei djihadisti. I siti e i forum si contano a centinaia e, là anche, tutti gli argomenti sono discussi. Attualmente, molti salafisti tentano di mobilitarsi sul web contro un'eventuale legge sul velo integrale. Mobilizzazione che vede la sua estensione sul web 2.0 ed in particolare su reti sociali come Facebook, che cela decine di profili che si rivendicano chiaramente di quest'ideologia. Infine, le molte librerie dette musulmane propagano in realtà l' ideologia salafista.E' il caso di al-Tawhid a Lione, che diffonde la letteratura dei fratelli Ramadan e quella dei fratelli pensatori, o di altre botteguccie che propongono, dal canto loro, i lavori degli ideologi sauditi.
7. Il salafismo è compatibile con la repubblica?
I salafisti sono contro la mistità, respingono le minoranze religiose e sessuali, incoraggiano il comunotarismo, non riconoscono i valori di fraternità oltre alla umma (la nazione islamica) e rifiuta tutte le nozioni di libertà che contraddicono la loro visione dell' islam. I testi salafisti mostrano l' estesa che separa quest'ideologia totalitaria dai principi repubblicani. Così, lo cheikh Otheimine, ad esempio, chiama le donne musulmane a non lasciare il loro domicilio che in caso di necessità e solo con
“l' autorizzazione del marito o del tutore„. Precisa:
“La donna è libera in casa, puó andare dove vuole da una stanza all'altra e lavora eseguendo i compiti domestici.„ E di aggiungere alla loro intenzione:
“Che queste donne temino Allah e trascurino le propagande occidentali corruttrici!„ Un altro cheikh, Salih bin Fawzan al-Fawzan, difensore del velo integrale, affermava in una delle sue fatwa che
“il viso della donna è una awrah (parte da dissimulare) e che è obbligatorio coprirlo„. Per lui,
“ è la parte più forte per la tentazione„. E lo stesso dicasi per altri principi fondamentali che forgiano l' identità repubblicana e laica della Francia. Il salafismo, ad esempio, non accetta la libertà di coscienza. Si cerca di indottrinare e di convertire i non musulmani, rifiuta categoricamente che un musulmano possa disconoscere l' islam per un'altra religione. L' autore di tale apostasia deve, secondo loro, essere condannato a morte. Come la libertà d' espressione e d' opinione, la critica dei dogmi e delle religioni è proibita.

8. Il salafisme è violento?
Le multlepici correnti salafiste rappresentano vari livelli di pericolo. I djihadisti o i takfiri raccomandano il djihad e dunque le azioni terroristiche.Nel corso di questi ultimi anni, molti tra di loro sono stati arrestati e condannati in affari
“di associazioni di malfattori in relazione con un'impresa terroristica„.
La corrente oggetto della nostra indagine si vuole, lei, molto più riservata sulla questione della violenza. Questi missionari fondamentalisti preferiscono generalmente rafforzare la loro fede e considerano a volte che riguardo alle divergenze che esistono tra
“i teologi„ sul djihad, non è permesso impegnarsi in questa via. Tuttavia, rappresentano un pericolo per il vivere insieme, e la loro visione dell' islam è incompatibile con le norme di una società laica e democratica. Infatti, tutti i salafisti, anche quelli che pretendono l'opposto, respingono la laicità. Non ci può essere, secondo i loro ideologi, separazione tra le chiese e lo Stato poiché, per loro,
“l' islam è un inglobante che deve disciplinare tutta la vita del musulmano„. Idem per la democrazia, che considerano come una miscredenza nella misura in cui questa dedica il principio della sovranità del popolo allora che ritengono che
“la sovranità non debba ritornare che a dio ed al solo dio„.
I fratelli musulmani pretendono ufficialmente di accettare questi due valori. Il salafismo detto riformista che incarnano prende parte, infatti, al gioco democratico quando si tratta di elezioni.E' il caso dei fratelli musulmani egiziani o dello Hamas palestinese. Detto ciò, instrumentalizzano la democrazia nella speranza di appropriarsi del potere e non la considera certamente come un sistema consacrando tutte le uguaglianze e tutte le libertà.


9. Il velo è un obbligo dell' islam?
Nel periodo successivo alla rivoluzione iraniana nel 1979, il velo è diventato,nell' immaginario collettivo, il segno dell' oppressione della donna ed in particolare del militantismo politico. Da un punto di vista teologico, i salafisti ne fanno una vera ossessione, con tutto che esiste solo due versetti coranici che evocano il velo, in modo poco esplicito, senza determinare la sua forma esatta:
“O profeta! Di alle tue spose, alle tue figlie, ed alle spose dei credenti, di fare scendere su di esse i loro grandi veli:in modo da essere riconosciute ed eviteranno di essere offese. Dio è Perdonatore e misericordioso.„ (sura 33, versetto 59); e
“e di a coloro che credono di abbassare i loro sguardi, conservare la loro castità, e di non mostrare i loro ornamenti e che abbassino il loro velo sui loro petti; e che mostrano i loro ornamenti solo ai loro mariti, o a loro padri, o ai padri dei loro mariti, o ai loro figli, o ai figli dei loro mariti, o ai loro fratelli, o ai figli dei loro fratelli, o ai figli delle loro sorelle, o alle donne musulmane, o alle schiave che possiedono, o ai servi maschili impotenti, o ai ragazzi impuberi che ignorano tutto delle parti nascoste delle donne. E che non battono con i loro piedi in modo che si sappia quello che nascondono dei loro ornamenti. E repentitevi tutti davanti dio, o credenti, affinché raccogliate il successo.„ (sura 24, versetto 31).
Per i letteralisti, questi versetti sarebbero “chiari„ ed esigerebbero il porto del velo o del niqab, ma per molti pensatori e razionalisti musulmani, il porto del velo non è un obbligo. Gamal al-Banna, fratello del fondatore dei fratelli musulmani, pensa, lui, che il velo non è più valido al giorno d'oggi dato che questi versetti si indirizzavano a donne che vivevano ad un periodo preciso dove, da Medina ad Atene, tutte le donne erano velate. D' altronde, numerose musulmane, in Tunisia o in Turchia, anche entusiaste praticanti, lo mettono soltanto in occasione del compimento delle preghiere; altre, più vecchie, lo portano per tradizione o per pudore. Recentemente, lo cheikh di al-Azhar, il grande istituto di teologia del Cairo, ha dichiarato che il porto del velo integrale rientra nell'ambito di
“una tradizione e non del culto„. Lo cheikh Khaled Bentounès, guida spirituale del sufismo magrebino, ha affermato da parte sua che
“si è trasformato il velo in uno strumento ideologico per avere uno stereotipo di donna modello„, denunciando così quest'uniforme dell' ideologia salafista. In ogni caso, il ritorno del velo, sotto i suoi vari aspetti, coincide con l' arrivo del salafismo contemporaneo.

10. Una legge contro il velo integrale è applicabile?
La questione è attualmente in dibattito. La commissione d' inchiesta parlamentare emetterà il suo parere nel gennaio 2010. Per ora, numerose associazioni e personalità della società civile sono audizionate dai deputati. Sarebbe certamente stato preferibile creare una vera commissione d' indagine per conoscere meglio l' ideologia salafista ed il suo ancoraggio nella società francese.
Nel caso della messa in atto di una legge, occorrerebbe riflettere d'ora in poi alla sua applicazione. Siamo là dinanzi ad una situazione sensibilmente diversa da quella che era prevalsa durante la polemica sul velo a scuola, poiché il divieto di quest'altro
“segno„ dell' islamismo fu applicato dai responsabili degli istituti scolastici. Il rispetto di una misura tendente a proibire il velo integrale dovrà questa volta essere garantita dalla forza pubblica, che dovrà multare o portare al posto le eventuali recalcitranti. E ce ne saranno! Occorrerebbe inoltre avere l' assicurazione che questa legge, se venisse ad essere promulgata, si applicherà anche l'estate, quando le donne e le ragazze come pure che le domestiche dei ricchi principi sauditi o qatari deambulano sulle Champs-Elysées.
Fonte:
Figaro
17 novembre 2009
Reportage: Il salafismo in dieci questioni
Da parte di MohamedSifaoui

Nel momento in cui si parla del velo integrale, del salafismo, delle religioni e dell' identità nazionale, bisogna preoccuparsi della presenza in Francia di un movimento fondamentalista musulmano che molti qualificano d' extrémista? Decriptaggio…
1. Chi sono i salafisti?
Il salafismo attinge la sua radice nella parola araba salaf, che vuol dire letteralmente “i predecessori„. Si parla d' essalaf essalah, o dei “pii predecessori„, per designare i primi compagni del profeta Mahomet. Oggi, i salafisti li prendono per esempio e chiamano ad un ritorno “all' islam delle origini„, espurgato dalla bidaa o “delle innovazioni blamabili„ che, dal loro punto di vista, pervertono la religione. Così, tutte le influenze occidentali, tutte le idee umaniste ed i principi filosofici, come la democrazia o la laicità, sono respinti.E' la scuola del pensiero anbalita, fondato dall' imam Ahmed ibn Hanbal (780-855) nel IXe secolo, che ha forgiato le radici dell' ideologia salafista. Due discipli di questa dottrina, l' imam ibn Taymiya (1263-1328) e Mohamed ibn Abdelwahab (1703-1792), diventeranno in seguito i due principali riferimenti ideologici. Abdelwahab fondatore del dogma wahhabita e tuttavia cofondatore della monarchia saudita, genererà questo “salafismo missionario„ (argomento della nostra indagine) veicolato al giorno d'oggi: disuguaglianza tra gli uomini e le donne; diritto penale che si basa sulle punizioni corporali; rigorismo nelle relazioni sociali; rifiuto dei diritti dell' uomo. Dopato a colpi di petrodollari, questo salafismo si è gradualmente propagato attraverso il mondo.
Nel xx secolo, questo pensiero salafista si politicizza anche “riformandosi„ sotto l' impulso dei fratelli musulmani, una confraternità integrista fondata in Egitto, nel 1928, da parte di Hassan al-Banna (1906-1949). I fratelli non esitano a creare dei partiti e ad impegnarsi nella vita politica ed associativa. Tuttavia, le loro divergenze dottrinali con tenenti del wahabismo non fanno di loro pertanto dei “progessisti„: anche loro raccomandano l' applicazione della charia (la legge coranica) e l' instaurazione di repubbliche islamiste. I fratelli musulmani, che si affibia a volte dell'epiteto “di salafisti in veste e cravatta„, è rappresentato in Francia dall' Unione delle organizzazioni islamiche della Francia (UOIF). Partigiani di una reislamizzazione “in dolcezza„, sono apparentemente più “aperti„ che “i salafisti in barba e djellaba„.
2. Cosa vogliono?
Benché minoritari nel mondo musulmano, i salafisti occupano il davanti della scena grazie all' attivismo libero dei loro militanti ed altri ideologi. Il pensiero salafista controlla oggi molte moschee ed una grande parte della letteratura musulmana. Trattandosi dell' Occidente, chiamano anche al comunotarismo, che spera reislamizzare i membri della Comunità musulmana e convertire il più possibile persone sedotte da un'ideologia politico-religiosa incompatibile con i valori universali. Pertanto, contrariamente ad alcuni fantasmi tenuti da ambienti di estrema destra, l' obiettivo principale dei salafisti non è l' islamizzazione dell' Europa, ma la messa in atto di condizioni che permetterebbero loro di praticare la loro visione dell' islam come l' intendono, anche se questa è contradittoria con lo spirito del progresso. Dalla loro parte, i fratelli musulmani desiderano stabilire un gruppo di pressione in grado di pesare sui dibattiti nazionali ed internazionali, e vogliono costituire una forza lobbista suscettibile di fare nascere “un voto musulmano„.

3. Quanti sono in Francia?
È difficile conoscere con esattezza il numero di salafisti presenti in Francia (ed in Europa). Sarebbe possibile tuttavia avere una stima quando si sa che solo il 10% di 5 milioni di musulmani della Francia è costituito da praticanti regolari che frequentano le 1.900 moschee e sale di preghiera con assiduità. Avendo centrato la loro vita attorno al luogo di culto e della pratica, rappresentano una forte minoranza di questi praticanti. Ma danno l' impressione di essere maggioritari grazie a loro attivismo, la loro eccitazione militante, la loro presenza sul net, il loro abbigliamento ridicolo apertamente proselita, ed attraverso il loro impegno nell' azione sociale nell'ambito dei quartieri. I salafisti hanno così mostrato il loro peso reale in occasione delle manifestazioni contro la legge che proibisce i segni religiosi a scuola. Da analizzare anche, le riunioni annuali del Bourget che organizza l' UOIF, questa filiale francese del pensiero dei fratelli musulmani, che ha penato a raccogliere più di 20.000 persone, anche se pretende l'opposto.
Esisterebbero una cinquantina di moschee o di luoghi di preghiera tenuti dai partigiani del wahhabismo saudita e del pensiero salafista proselita, e molte altre dirette da l' UOIF, che non rappresenta tuttavia che un terzo dei musulmani praticanti nelle istanze del Consiglio francese del culto musulmano (CFCM).
Le moschee salafiste wahhabite sono spesso impiantate nel cuore delle città popolari. Ne esistono nella regione parigina - a Sartrouville, Argenteuil o Gennevilliers in particolare -, nella regione di Lione, nel Nord,a Marsiglia o Besançon. Ma se ne trovano anche in Parigi intramura, nel cuore delle zone di Belleville e di barbès.

4. Chi finanzia la propagazione del salafismo?
Oltre allo Stato saudita che, attraverso la lega islamica mondiale, ha a lungo finanziato quest'ideologia, molti mecenati arabi del Golfo Persico accordano milioni di euro all'anno per fare illuminare attraverso il mondo “il vero islam„, cosí come piace loro qualificare il salafismo. In Francia, molte moschee sono state costruite grazie a fondi che provengono dalle monarchie arabe e dalla lega islamica mondiale: la moschea di Evry e di Mantes-la-Jolie, ad esempio. L' Arabia Saudita propaga il salafismo formando nelle sue università di Riad, della Mecca e di Medina migliaia di studenti sauditi o stranieri. Questo salafismo “missionario„ è stato trasportato anche dalle scuole coraniche pakistane, in particolare quella di Karachi, che insegna il pensiero detto deobandi, una versione indo-pakistana del salafismo ha dato nascita ai famosi talebani. I fratelli musulmani, quanto a loro, hanno a lungo beneficiato dell' aiuto dei Sauditi, che hanno permesso l' apertura in Europa del centro islamico di Ginevra, fondato da Saïd Ramadan (padre di Tariq Ramadan e genero di Hassan al-Banna). E, quando l' UOIF è creata, all'inizio degli anni 80, da Tunisini islamisti e dall' attivista libanese Fayçal Mawlawi, l' organizzazione approfitterà di molti sostegni che emanano dagli Emirati Arabi Uniti.Oggi, l' UOIF riceverebbe, secondo le varie stime, tra il 30 e 60% del suo finanziamento da paesi o da personalità arabe. Le associazioni che sono legate a l' UOIF tirano ugualmente una parte del loro denaro dal rilascio di attestati halal, un commercio comunitario che non cessano di promuovere tanto egli è lucrativo.

5. Chi sono i loro ideologi?
Fra i contemporanei, si possono contare Egiziani derivati dai fratelli musulmani come Sayyid Qutb (1906-1966) o Youssouf al-Qaradawi, che non cessa di giustificare gli attentati suicidi e l' instaurazione della charia.Anche se lui se ne difende, Tariq Ramadan, che si lascia compiaciutamente affabulare a volte del titolo di teologo, è in realtà un ideologo del pensiero salafista dei fratelli musulmani. Egli non esita a fustigare il wahhabismo saudita, ma ciò non fa di lui un progessista o liberale né un riformatore. I suoi riferimenti ideologici rimangono i fondatori del pensiero dei fratelli ed i teorici che l' hanno sofisticato per fare uno strumento di lotta politico-ideologica, nell'occorrenza il suo nonno Hassan al-Banna, al quale dedica un'ammirazione senza simili, o anche il pakistano Abu Al-ALA al-Mawdoudi (1903-1979). Tariq Ramadan si è distinto utilizzando codici di lingua e di scrittura occidentali per propagare un pensiero di fratellanza che ha saputo adattare il suo discorso alle opinioni pubbliche europee. Non propone che una versione di un salafismo apparentemente più “dolce„.
Altri “pensatori„, dei Sauditi, hanno garantito l'illuminazione del salafismo wahhabita attraverso il mondo. E' il caso dello cheikh Ibn Baz (1909-1999), che ha sempre predicato un islam puro e duro. Salih bin Fawzan al-Fawzan, Saudita, “è apprezzato„ dai salafisti europei: raccomanda ai suoi seguaci di “non somigliare ai mscredenti in ciò che è loro specifico„. È uno di quelli che inducono le donne a portare il velo integrale, che rifiuta anche il velo classico che permette di lasciare il viso delle donne apparente. Altro guru molto ascoltato dai salafisti: lo cheikh mohamed ibn Saleh al-Otheimine. Proibisce, tra l'altro, “di congratularsi con i miscredenti (ebrei e cristiani in particolare) durante le loro feste religiose„. Infine lo cheikh Nacereddine al-Albani (1914-1999), un ideologo albano-siriano, ha prodotto un fioritura di fatwa (editti religiosi) tanto integriste sia le une che le altre ed hanno in particolare proibito l' utilizzo della televisione e della radio.

Fine prima parte......
16 novembre 2009
Sua moglie non pensa di dovere portare il velo. Deve imporglielo?
Ho letto numerose fatwa che segnalano che il porto del velo è un obbligo secondo il migliore avviso sostenuto dagli ulema. Mia moglie resta convinta che è una sunna o semplice raccomandazione secondo alcuni ulema e che sia possibile portarlo in futuro se Allah lo vorrà. Mia moglie è convinta di questo. La mia domanda è: dovrei imporgli ora o lasciargli la libera scelta pur continuando a prodigarle consigli?
Elogi ad Allah
La donna deve coprire il suo viso in presenza di uomini che gli sono estranei secondo il parere più giusto espresso dagli ulema sulla questione a causa delle argomentazioni già spiegate nel quadro della risposta data alla questione n° 11774.
Numerosi fra gli ulema che pensano l'opposto, affermano però di quanto la donna deve coprire il suo viso in caso di timore della tentazione e della recrudescenza del vizio. Il marito deve proteggere la sua famiglia ed impedirgli di cadere nel proibito.
A tal fine, deve sforzarsi a convincere sua moglie da velarsi il viso. Se rifiuta, deve forzarla. Deve lui obbedire poiché il suo ordine porta su una cosa autorizzata che ha il diritto di chiedere nel quadro della protezione morale di sua moglie.
Abbiamo spiegato nel quadro della risposta data alla questione n° 97125 come i coniugi devono comportarsi nelle questioni controverse. Si legge nella suddetta risposta: “Gli è permesso proibire a sua moglie ciò che è normalmente autorizzato. Può anche imporgli la sua opinione, se ha scelto il divieto. Un esempio ne risiede nel porto del velo sul viso.E' una questione controversa, ma nulla non pretende che è vietato alla donna coprire il suo viso. Se lei crede che gli é permesso di non coprirlo, il marito gli può impedire di farlo dinanzi ad estranei. Può imporgli la sua opinione che va nel senso della necessità di coprire il viso. Poiché é l'avviso più giusto. Lei non è autorizzata a disubbidire a suo marito. Sarà ricompensata se fa quello che il suo maestro gli chiede. „
D' altronde, diciamo: cosa impedisce ad una donna di coprire il suo viso e mettersi al riparo degli sguardi (interessati)? Il viso è il punto focale della bellezza, l' oggetto della tentazione. La prima cosa che attira gli sguardi. Supponiamo che pensa che il porto del velo sul viso non é che una raccomandazione. Perché in questo caso non seguire una raccomandazione che l' avvicina al suo maestro e piace a suo marito, e la mette nella fila del credende tali le spose del profeta (benedizione e saluto siano su lui) e quelle dei suoi compagni.
In verità, ogni credende deve vegliare rapidamente al porto del velo e ringraziare Allah di avere ispirato suo marito in modo che gli dia l'ordine e glielo faccia desiderare. Chiediamo ad Allah di assistere tutti a fare quello che ama e autorizzato.
Allah lo sa meglio.
16 novembre 2009
Che quadro
16 novembre 2009
Attenzione alle scorreggie.
Abu Huraira riporta che il profeta ha detto: " Quando uno tra di voi aspetta per la preghiera, è considerato come se stesse pregando realmente, e gli angeli dicono: " O Allah, sii misericordioso con lui" , eccetto se lascia il suo posto o se scorreggia".
15 novembre 2009
Come provare l'adulterio?
Questione: Sappiamo che per provare che qualcuno ha commesso l'adulterio, occorrono 4 testimoni. È permesso in questo secolo di utilizzare l'esame scientifico grazie all'impiego dell'acido nucleare invece dei quattro testimoni per provare che una persona ha commesso l'adulterio?
Risposta:
Elogio ad Allah
Secondo la Charia, l'adulterio può essere stabilito soltanto dalla prova di quattro persone sicure che dichiarano avere constatato in modo visivo o dalla confessione o dalla comparsa della gravidanza dell'accusata. Né l'esame d'acido nucleare, né la fotografia né l'impiego del video potrebbero sostituire i mezzi suddetti.
Allah lo sa meglio.
Sheikh Muhammed Salih Al-Munajjid
E' permesso per un uomo Musulmano penetrare sua moglie nella sua vagina da qualsiasi direzione egli desidera - da dietro o da davanti. Riguardo questo, Allah ha rivelato il seguente versetto:
"Le vostre mogli sono come un campo per voi; perciò avvicinatevi al vostro campo quando o come volete." [Al-Baqara, 223]
Ci sono anche vari ahadith su questa materia, dei quali vi darò soltanto due:
Sull'autorità di Jabir che disse: Gli Ebrei erano soliti dire che se un uomo penetrava sua moglie nella vagina ma da dietro, i loro figli sarebbero stati strabici! Allora Allah rivelò il versetto: "Le vostre mogli sono come un campo per voi; perciò avvicinatevi al vostro campo quando o come volete." [Al-Baqara, 223] Il Profeta disse: "Da davanti o da dietro, a condizione che sia nella vagina." [Al-Bukhari e Muslim]
Sull'autorità di Ibn 'Abbas che disse: "Gli Ansar, che erano stati politeisti, vivevano con gli Ebrei, che erano gente del libro. I primi vedevano gli ultimi come essere superiori a loro in conoscenza, ed erano soliti seguire il loro esempio in molte cose. La gente del libro faceva l'amore con le proprie mogli solo da un lato, essendo questo il modo più pudico per la donna, e gli Ansar avevano seguito il loro esempio in quello. La gente dei Quraysh, dall'altra parte, erano soliti esporre le proprie mogli in un modo sconveniente. Essi traevano piacere in loro da davanti, da dietro, o distesi piatti. Quando i Meccani arrivarono ad al-Madina al tempo del Hijra, uno di loro sposò una donna tra gli Ansar e cominciò a fare quello con lei. Ella disapprovò e gli disse: "Noi eravamo solite essere approcciate solo dal fianco, perciò fai così o stai lontano da me!" Questa disputa divenne davvero seria fino a che raggiunse le orecchie del Profeta. Così Allah, rivelò il versetto: "Le vostre mogli sono come un campo per voi; perciò avvicinatevi al vostro campo quando o come volete [di fronte, di dietro o distesi piatti]" [Al-Baqara, 223] Ciò che si intende qui, è la penetrazione che crea figli." [Abu Dawud, Al-Hakim e altri; isnad hasan ed è supportato]
qui
13 novembre 2009
Indagine sull' islam radicale in Francia
(Un'interessantissima indagine sull'islam radicale in Francia del Figaro.Quanto arricchimento culturale,vi invitiamo vivamente a leggerla).
La visione di queste siluette fantomatiche nelle strade disturba, sorprende e a volte spaventa. In Francia, il velo integrale è oggetto di polemiche. Tuttavia, queste donne sono soltanto la parte più visibile e più sorprendente dell' iceberg di una dipendenza chiamata salafista. Abbiamo incontrato questi “puristi„ dell' islam, per chi le regole del quotidiano possono copiarsi soltanto da quelle del profeta Mahomet. Infischiandosi delle leggi della repubblica…
Questo reportage è un documento. Una prova eccezionale. Per la prima volta, in pieno dibattito sull' identità francese, nel momento in cui il porto del velo divide l' insieme della Comunità musulmana, delle donne salafiste hanno accettato di spiegare. Di esporsi come mai fatto prima e di aprire le loro porte ai giornalisti. Per arrivare a tanto, per immergersi così nel cuore dell' islam radicale della Francia e guadagnare la fiducia di queste donne che escono soltanto di rado da casa, Nadjet Cherigui ed Axelle de Russé hanno negoziato per settimane. Passo dopo passo. Quindi, si sono immerse a fondo, indagando come nessuno era riuscito a farlo prima di loro, immergendosi in un mondo, sembra, irrazionale, ma completamente codificato. Se alcuni salafisti hanno accettato di giocare il gioco della trasparenza, accogliendoli in casa loro, altri, in particolare vicino alle moschee più dure, le hanno ricevute con ingiurie ed a volte minacce,proibendo loro anche di prendere fotografie nelle strade in cui la libertà di movimento si restringe lentamente. Per approfondire questo viaggio in terra sconosciuta, Le Figaro magazine si è anche indirizzato al giornalista ed autore Mohamed Sifaoui, specialista dei movimenti integristi. L' occasione di comprendere la natura reale del salafismo, questo movimento in pieno aumento che attira a lui ogni anno sempre più “convertiti„.
In presenza di uomini stranieri alla famiglia, o di fronte ad una macchina fotografica, Fatima porta il velo, anche in casa. Ma sono gli stessi gesti del quotidiano, quelli di una madre dolce ed attenta con i suoi figli.
Tutto comincia semplicemente con un appuntamento ad alcuni chilometri da Parigi, in una piccola città del sobborgo dell' Essonne. La città, certo, è popolare, ma abbastanza pulita. Nessun pitbull né rottweiller all' orizzonte. Coloro che “tengono„ le hall sono pensionati piacevoli che discutono al caldo. Fatima * li riceve in casa. La giovane donna ha fatto la scelta del minhaj (il cammino) salafi. Porta il jilbab, ma si vela completamente quando è truccata o per non lasciare apparire il suo viso in foto. Dietro la porta, niente velo né d' austerità, ma un'accoglienza calorosa ed il sorriso di una bellezza d' ebano dal corpo di liana. Donna elegante e femminile, la giovane ha preso cura di accordare il colore dei suoi orecchini al blu del suo piercing al naso. Fatima, 23 anni, madre di un bambino di sei mesi, ci invita piacevolmente a scalzarsi prima di entrare. L' interno é impeccabilmente tenuto, la decorazione, ultraminimalista. Non una foto né quadri, nessun riferimento all' islam se non é che per qualche libro religioso incorniciati di doratura ed accuratamente sistemati in un mobile del salone. Una spessa tenda beige separa la stanza principale dal resto dell' appartamento. “Ciò ci permette di dividere lo spazio quando ricevo le mie amiche. La mistità ci è vietata. Quando le mie amiche vengono a prendere il thé qui, abbasso le tende e mio marito se ne stà sempre in un'altra stanza.„
“La scuola pubblica è incompatibile con i miei principi religiosi„
Fatima, di origine maliana, è nata ed è cresciuta in Francia in una famiglia musulmana di otto bambini. Il suo cammino verso la religione si è fatto naturalmente, spiega. “Sono la sola della famiglia ad avere fatto la scelta del velo.Ho letto il corano, studiato la vita del profeta e delle sue mogli, che sono per me modelli da seguire.E' così che si coprivano, faccio la stessa cosa. Ho trovato nell' islam le risposte alle mie domande, il din (la religione) sono semplici ed i divieti sono chiari. Non c'é che da seguire ciò che dicono i testi.„ Per il resto, Fatima racconta una vita di giovane donna come gli altri. Naviga sul net, apprezza il shopping e le uscite al ristorante con le amiche. “Le mie amiche sono di qualsiasi origine e confessione. Si parla di tutto, anche di sesso! Finché ciò avviene tra ragazze, non c'é tabù„, precisa. Convinta della sua scelta, Fatima non emette nessun dubbio. La sua via è certa, è quella dei salafi e della sunna (la tradizione del profeta).Esprime solo un rammarico: l' esclusione dal mondo del lavoro. Ma anche un dolore: gli sguardi pesanti, i sarcasmi crudeli e gli insulti che feriscono. “Non capisco questo tale accanimento di odio, non vado mai oltre alle leggi della repubblica, crede. Ogni volta che esco in sitar, ho accettato di svelarmi per i controlli. La sola cosa che non mi conviene, è il modello dilla scuola pubblica.E' incompatibile con numerosi miei principi religiosi. Per mia figlia, ho già cominciato la scuola a casa alcune ore al giorno e l' apprendistato di alcune sure di base. Più tardi, andrà in una scuola privata musulmana. „ Nella repubblica, nessuna chance!
La regola è chiara: si abbassano gli occhi quando ci si rivolge a suo marito
Un rumore di serratura. Sul passo della porta, Yvon (il suo coniuge), accompagnato da Bertrand, suo fratello gemello, rientrando dal lavoro. Oggi, Yvon ha consentito uno strappo al divieto della mistità allo scopo di scambiare quattro chiacchiere con noi.La sua sposa accetta anche, ma ricorda che se la parola è libera, le regole, sono chiare: si devono abbassare gli occhi quando ci si rivolge a suo marito.
Rapidamente, Yvon, in tenuta da panettiere (è il suo lavoro), si ritira per riapparire in kamis. Questo grande e vigoroso atletico porta i capelli corti, la barba lunga e folta come è di rigore dai “salafi„. I due fratelli “francesi auotctoni, con alcune origini ebree„, tengono a precisare tutti e due che si sono convertiti all' islam otto anni fa. Un'infanzia difficile, la disoccupazione, l' alcolismo dei genitori, e quindi molto rapidamente la delinquenza. Vulnerabili economicamente quanto socialmente e psicologicamente, i gemelli hanno trovato rifugio negli scritti salafi. Se loro se ne difendono, numerosi nuovi convertiti possono essere la preda di quelli che cercano di attirare i più smarriti. “Eravamo casi sociali, l' islam li ha salvati. Oggi, non mi indigno più. Se dio accoglie i ripentiti e perdona, posso anche perdonarmi a me stesso.„
Yvon e Fatima sono sposati da quattro anni, dopo un solo ed unico incontro ben codificato e sorvegliato. La moukabala, “un tipo di speed dating alla musulmana„, affida Fatima sorridendo. Nell'ambiente, non é questione di frequentarsi fuori dal matrimonio. Coloro che sono desiderosi di volere cerimonie nuziali giuste lo fanno sapere all' ambiente. La rete si attiva e le proposte arrivano. “Bisogna essere precisi quanto ai criteri fisici, d' età, di colore di pelle, ecc., spiega Fatima. In seguito ci si incontra, sempre in presenza di un tutore per la donna (un padre, un zio, un fratello…).„
Visita dal medico.
Lungi dall' essere un appuntamento galante e romantico, la moukabala è un momento importante. Non c'é posto per il colpo di fulmine! La priorità: condividere gli stessi valori. Si parla dunque istruzione dei futuri bambini, vita di coppia, pratica della religione. Ciascuno prende allora “liberamente„ -ci dicono-la decisione di proseguire o no e può rinnovare l' esperienza finché l'anima gemella non è stata trovata.
A 29 anni appena, già madre di quattro bambini, (Sephora, 11 anni, Shaïma 10 anni, Thaouban, 9 anni, Ajar, 7 anni), Kenza ha dell' energia da rivendere sotto il suo niqab.
Molto più al sud, ad alcune centinaia di chilometri, nelle vie di una zona popolare di Avignon,Kenza, 29 anni, si avvicina interamente coperta di nero. Il suo niqab lascia apparire soltanto gli occhi che si indovinano ridenti. Scarponi ai piedi, la giovane donna ha un passo energetico. Coperta di nero, sorprende con il suo entusiasmo e la sua spontaneità. “Io non ho nessun problema con il mio niqab nelle strade, exclama, io ho il velo nella pelle!„ Kenza preme il passo, è attesa dalla sua migliore amica, Marie-France, per una lezione culinaria attorno al cuscus. Marie France è una civettuola, dinamica, ma anche una fervente cattolica. “E' il nostro amore di dio che ci ha riuniti. La sola differenza, é che mangio maiale contrariamente a Kenza. Per il resto abbiamo gli stessi valori e lo stesso modo di praticare: hanno il ramadan, abbiamo la quaresima… Quaranta giorni, in più! Io ho una buona forchetta e posso dirle che ne soffro!„ exclama con l' accento profumato della Provenza. Nel salone, Santa Teresa,la Vergine Maria, Gesù, le bottiglie d' acqua benedetta ed altri crocifissi dividono molto naturalmente lo spazio con poster di una bimbo mezza nuda. “Questo non vi sciocca allora…?ci dice Marie-Francia con malizia. La trovo semplicemente bella…„
La polemica attorno al velo integrale, la rifiuta e difende la sua amica. “Tutte le nostre buone sorelle portano il velo! E non dimentichiamo che, fino agli anni 60, non si metteva un piede in una chiesa senza coprirsi!„ Strana alleanza di queste due religioni che molti punti si oppongono. Il tempo passa.
Kenza deve andare a cercare i suoi bambini all'uscita di scuola. Poi c' è la preghiera in famiglia con Allal, il padre, sul tappeto del salone. Serena Allal e Kenza raccontano la loro scelta di vita. “Io non ho mai forzato mia moglie a portare il velo.E' leggendo i testi che ha preso da sola la sua decisione.„ La giovane donna conviene: “D' altrove, quando si sono conosciuti non portava nulla… ; ah si, le mutande! lancia ridendo. Come musulmani, siamo tutti salafi. Il nostro dovere è di seguire le pratiche del profeta alla lettera ed é ciò che faccio.„ L' ora gira ed i bambini si presentano attorno alla loro madre per il gioco della sera. Più o meno un'ora di domande e risposte attorno all' islam, del corano e del profeta Mahomet. “Non c'é peggio come peccato quello di obbedire per obbligo, spiega Allal. È essenziale per noi di educare i nostri bambini alla religione e ciò può essere così ludico, la prova!„

Alcune settimane più tardi nel sobborgo parigino, a Gennevilliers. Il tono cambia. E' giorno di festa per la Comunità musulmana. La sublime moschea tanto attesa è infine inaugurata. Tra la folla, Nadia, 40 anni. Questa madre di quattro bambini non nasconde la sua emozione. “E' da quasi dieci anni che si attendeva una moschea piuttosto che queste sale di preghiera tanto oscure quanto incerte che sono diventate nidi a salafi. I miei bambini verranno a seguire i corsi di corano dati dall' associazione El Nour (la luce). Istruirli, è il solo mezzo per proteggerli da ogni manipolazione ideologica.„ Dietro la preoccupazione di questa madre di famiglia, c'é la rabbia di una donna ferita. Sposata per quasi quindici anni, Nadia ha visto l' uomo che amava trasformarsi al punto di non riconoscerlo più. “Mio marito amava la vita e la sua famiglia fino a quando inizia a frequentare i gruppi dei preghiera sospetti e dei forum di discussioni salafisti. Molto rapidamente,ha cominciato a rimproverarmi di lavorare e di essere in contatto con altri uomini a l' esterno. Ero diventata sheitan (il diavolo).Mi ha lasciata sposare il salafismo.„ Sui suoi consigli, ci rendiamo in una di queste moschee che qualifica di oscure. Al piano terra, l' accoglienza degli uomini è appena cortese. Il piano riservato alle donne è uno spazio esiguo. L' atmosfera ruvida, quasi irrespirabile, non ha nulla da invidiare all' ambiente. In fondo alla stanza, una donna velata di nero fa i cento passi, recitando freneticamente dei versetti del corano. Tre giovani donne, rispettivamente in niqab, sitar e jilbab, studiano ad alta voce passaggi del libro sacro. Esprimono dubbi quanto alla nostra identità: “Potreste essere inviati dalle informazioni generali„, spiega molto seriamente Salima con i suoi 20 anni. Con la stessa serietà ed un sorriso ghiacciato, racconta le sue certezze quanto al nostro destino di miscredenti o di cattolici (poco importa). L' uscita sarà inevitabilmente crudele, penosa ed inevitabile. “Brucerete in inferno… almeno che non vi convertite.„ La giovane donna si chiude. Lo scambio si ferma netto. Uscendo, alcuni giovani della zona vicina ci interpellano, ci provocano ma si ritirano molto rapidamente quando un tra di loro dice: “Lasciamole tranquille, escono dalla moschea!„
Portare il velo non significa inevitabilmente l' esclusione. Molte donne sanno comporre con la modernità. Anche McDo è permesso finché non vi si consuma le carni (non halal). Dietro questa normalità evidente, la più grande difficoltà a gestire è di mangiare le patatine ed approfittare della soda con un niqab davanti al viso.
Un pó più lontano, nei dintorni di questa stessa moschea, una giovanissima coppia si avvicina.Lui è francese e convertito. Quanto alla sua coniuge, non vedremo di lei che le mani delicate ed accurate. Gli scambi sono vivi, non è questione “di doverci giustificare„, “non siamo animali„, “lasciateci vivere in pace„. Molto più virulenta di suo marito, la giovane donna non tarda nel ripetere “scusami, caro„, ogni volta che alza il tono (le donne non hanno il diritto di alzare la voce). L' uomo insiste su un punto: “Ci tengo a dirvi solo una cosa. Siamo diretti in questo paese da gente che lavora per Satana.„ Qui ancora, impossibile di proseguire, si sono già allontanati. Quando la dottrina è estrema, il dialogo diventa impossibile. In una libreria aggiunta alla moschea, Thomas, dietro al suo banco,alza gli occhi del suo corano soltanto per rispondere ad una cliente in ricerca di un jilbab per la sua taglia. “Ho un grande arrivo in provenienza d' Arabia Saudita previsto la settimana prossima, ci saranno più scelte.„ Tute islamiche ed unguenti al profumo d' Oriente si mischiano ai numerosi libri. Molti corani di tutti i colori ed di tutte le dimensioni. Per il resto, l' essenziale delle opere proposte è firmato dai riferimenti del pensiero salafista. Nei scaffali, dei giovani uomini barbuti si installano, più per leggere che per comperare. Thomas il direttore, 26 anni, è nato ed è cresciuto in uno prebistero. Cresciuto in una famiglia dai valori molto cattolici (suo fratello ha fatto il seminario), ha letto la bibbia, la Torah,poi il corano. Nessun dubbio per lui: la verità si trova soltanto in quest'ultimo. Una scelta ed una conversione che ha pagato cara. La sua famiglia non accetta ed ha rotto ogni legame con lui. “Non sono arrabbiato, il mio cuore non sarà mai chiuso se loro vogliono accettarmi come sono. Ma mai non rinuncerò alla mia fede.„ Thomas si ferma, fa evacuare il negozio ed abbassa le tende per alcuni minuti. E' l' ora della preghiera.
Dopo il sobborgo, ritorno a Parigi in una moschea della XVIII zona. Il luogo è un collegio elettorale apertamente salafista. La nostra sola presenza e le nostre questioni causano una reazione in catena. D' accesso alcune proteste, delle invettive, e molto rapidamente vengono le minacce. L' argomentazione? La via appartiene ai fedeli e la legge, sono loro. Francine non è musulmana. Abitante della zona, non nasconde la sua esasperazione e la sua preoccupazione. “Da tre anni, tutto ha oscillato qui. L' atmosfera diventa molto pesante per i residenti e i passanti. Tutti i venerdì, la via è chiusa per permettere ai fedeli di pregare sul marciapiede a causa della mancanza di posto all' interno. Io non ho nulla contro l' islam ed i credenti, ma là, si tratta d' altra cosa, i comportamenti sono eccessivi. Alcuni arrivano anche fino ad impedire alle donne di circolare nella via perché c'è una moschea e che lo spazio deve essere riservato alla sola gente maschile.„ Fuori, l' ambiente è elettrico. Uscendo dalla sala di preghiera, un uomo ci sfida. Completamente esaltato, conferma. “Siamo sempre più numerosi e presto vi laveremo il cervello!„
13 novembre 2009
Il profeta autorizzava l'omicidio di donne e bambini.
Sa' b bin Jaththama riporta che il profeta di Allah (che la pace sia su di lui), quando gli chiedevano se le donne ed i figli politeisti potessero essere uccisi durante le incursioni notturne, diceva: " Ne fanno parte."
12 novembre 2009
Bisogna correggere i bambini per imporre loro la preghiera?
Come correggere i bambini per imporre loro la preghiera?
Abou Dawoud (495) ed Ahmad (6650) riportano, secondo Amr ibn Shouayb: “Date ai bambini l' ordine di pregare fin dall' età di sette anni e correggeteli (se non lo fanno) a partire dall' età di dieci anni, e separateli dal letto.„ (Dichiarato autentico da al-Albani nella al-Irwa, 247.)
As-Soubki dice: “Il tutore di un bambino deve dargli l' ordine di pregare fin dall' età di sette anni e picchiarlo per questo a partire dall' età di dieci anni.„ Non contestiamo il fatto che tale ordine riguarda un atto non obbligatorio e che si colpisce il destinatario dell' ordine per questo. Se colpiamo l' animale per addestrarlo, come non fare lo stesso con un bambino? E' nel suo interesse e per dargli la pratica prima della sua maggiorità.„ Fatawa de Soubki 1/379.
E' permesso correggere un bambino per il non rispetto della preghiera, a condizione di non essere duro, di non ferirlo, non rompergli un dente o un'osso. Bisogna colpire il dorso o le spalle ed evitare il viso perché é vietato colpirlo là, tenuto conto del divieto pronunciato dal profeta a questo proposito. Non bisogna dare più di dieci colpi di frusta. L' atto deve riguardare soltanto la correzione avente per scopo di istruire. Non deve applicare la punizione che in caso di necessità, quando il bambino si sottrae spesso alla preghiera. Abou Bourdah al-Ansari dichiara avere sentito il messaggero di Allah (benedizione e saluto su di lui) dire: “non si colpisce nessuno con più di dieci colpi, eccetto nel quadro dell' applicazione di una pena decretata da Allah.„ (Riportato da al-Boukhari, 6456) e da parte di Muslim, 3222)
Cheikh al-Fawzan dice: “La correzione è un mezzo di istruzione. L' insegnante, l'educatore ed il tutore possono colpire il bambino a questo scopo. Il marito anche può colpire sua moglie che non si sottomette. Tutto ciò deve restare in un certo limite. Poiché non occorre colpire duramente al punto di ferire o rompere un'osso, ma solo nella misura del minimo necessario.„ Ighathatoul Moustafid bi sharh kitabi at-Tawhid, 282-284.
Conviene attirare l' attenzione (di tutti) sul fatto che il bambino non è soltanto corretto per il suo non rispetto della preghiera, ma anche per la sua negligenza delle sue condizioni, pratiche fondamentali ed obblighi. Succede spesso che il bambino prega ma riunendo le preghiere, o prega senza avere fatto le sue abluzioni, o lo fa male. Occorrerebbe allora insegnargli tutto ciò ed insistere con lui sugli obblighi, le pratiche fondamentali e le condizioni delle preghiere. Se persiste a trascurarli, continuiamo ad emettergli consigli ed insegnarglieli. Se persiste ancora, lo si corregge fino a che prega bene.
Allah ne sa di più.
12 novembre 2009
Odio degli ebrei, odio delle donne.
Abu Huraira riporta che il profeta ha detto: " Se non ci fossero stati gli Banû Israele, la carne non marcirebbe; e se non ci fosse stata Eva, nessuna donna tradirebbe il suo sposo."
source)


11 novembre 2009
Deve interrompere i suoi rapporti con suo fratello di adozione?
La mia amica ha un fratello di adozione che non è stato allattato da sua madre. Questa lo ha ricevuto all'età di tre anni da un'agenzia d'adozione. Nessuna parentela li lega. Lei é musulmana ed anche lui lo era. Ma ha rinnegato la sua fede e la denigra spesso e dice menzogne a suo detrimento. Può porre fine ai suoi rapporti con lui come fratello di adozione alla quale nessun legame di parentela li lega? Deve continuare a salutarlo anche dopo la sua apostasia?
******
Elogio ad Allah
Questo bambino non è legato a questa famiglia né con un legame di parentela né con un legame di allattamento. Pertanto, se è maggiorenne, non gli è permesso di coabitare con loro e guardare le sue donne. Questo sarebbe il caso, anche se fosse rimasto musulmano. E lo è a maggior ragione dopo la sua apostasia. Quindi non gli è permesso di stringerle la mano, rimanere a quattrocchi con lui o svelarsi in sua presenza poiché non è il suo mahram (persona che una donna non può sposare…) Non deve né salutarlo né rendergli il saluto finché resterà apostasiato.
Chiediamo ad Allah il saluto e la sicurezza per tutti.
Islam Q& A
Sheikh Muhammed Salih Al-Munajjid
11 novembre 2009
Gli alimenti dei djinn.
Abdullah ibn Mas' ud riporta che una delegazione di djinn venne a trovare il profeta (che la pace sia su di lui) e disse: " O Mohamed, proibisci alla tua Comunità di pulirsi dopo il bisogno con un'osso, un escremento o del carbone, perché sono gli alimentari che ci sono stati dati da Allah." Allora il profeta (che la pace sia su di lui) proibisce loro di fare ciò.
10 novembre 2009
È permesso al musulmano sposo di una cristiana di lasciare quest'ultima praticare il suo culto nella casa coniugale?
È permesso al musulmano coniuge di una cristiana di lasciarla praticare il suo culto e celebrare le sue feste religiose al suo domicilio? È permesso ai bambini di parteciparvi? Se la risposta è negativa, ciò non rischia di esercitare un'influenza ( negativa) sui suoi sentimenti?
******
Elogio ad Allah
Non è permesso al musulmano di lasciare sua moglie cristiana celebrare le sue feste religiose in casa sua poiché l'uomo usufruisce di una preminenza su sua moglie. Questa non ha il diritto di manifestare le sue feste religiose nel suo domicilio a causa dei misfatti che possono derivarne in particolare la pratica aperta dei riti di miscredenza nel suo domicilio.
Deve impedire ai suoi bambini di partecipare a queste feste innovate. I bambini dipendono da loro padre e deve allontanarli da queste feste vietate ed orientarli verso ciò che è loro utile) anche se il suo comportamento dovesse avere un impatto sulle sue relazioni con sua moglie. Poiché l'interesse legale, la preservazione della fede (musulmana) - che rappresenta uno dei principali obiettivi della Charia prevale su tutto il resto.
L' imam Ahmad è stato interrogato a proposito di un musulmano coniuge di una cristiana per sapere se deve permetterle di uscire per partecipare alle feste cristiane o rendersi in chiesa. Ha risposto: no.
Nell' Ibn Qudama, si legge: “se il coniuge una protetta, gli è permesso di impedirgli di rendersi in chiesa poiché ciò non rientra nel quadro dell'obbedienza al marito. „ (al-Moughni, 1/21: coabitazione con le donne)
Se questi ulema si oppongono al fatto che ci si permetta al coniuge di rendersi in chiesa, che dire della celebrazione di una festa innovata nel domicilio di un marito musulmano? Inoltre, ciò comporta pregiudizi estendibili durante le feste e che sono più gravi del semplice fatto di andare in chiesa.
Allah ne sa di più.
Sheikh Muhammed Salih Al-Munajjid
10 novembre 2009
Una donna ripudiata non può ritornare con suo marito prima di avere fatto sesso con un altro uomo.
' Aisha riporta che la donna di Rifa' a Al-Qurazi andó a trovare l' Apostolo di Allah dicendogli: " O apostolo di Allah! Rifa'a mi ha ripudiata in modo irrevocabile. Dopo di lui, mi sono risposata con ' Abdur-Rahman bin Az-Zubair Al-Qurazi che si avvera essere impotente." L' Apostolo di Allah gli rispose: " Forse desideri ritornare con Rifa' a? No (non puoi) finché tu e ' Abdur-Rahman non avrete rapporti sessuali."
10 novembre 2009
Il profeta dimentica i versetti che ha rivelato.
Aisha riporta che una notte l' Apostolo di Allah sentí un uomo recitare il corano, e disse: " Che Allah lo benedica, poerché mi ha ricordato alcuni versetti di alcune sure che avevo dimenticato".
9 novembre 2009
Chi tace acconsente.
' Aisha riporta la storia seguente: ho chiesto al profeta: " O apostolo di Allah! Bisogna chiedere alle donne il loro consenso per il matrimonio? " Dice: " Si." Dico: " Ad una vergine, se gli viene chiesto, si sente imbarazzata e resta in silenzio." Dice: " Il suo silenzio significa il suo consentimento."
source

30 ottobre 2009
Relazioni sessuali con 9 donne in una sera.
Anas riporta che il profeta aveva l' abitudine di rendere visita (per relazioni sessuali) a tutte le sue mogli in una sola notte, ed aveva nove mogli.
30 ottobre 2009
Le pietre salutano il profeta.
Jabir ibn Samura riporta che il messaggero di Allah (che la pace sia su di lui) ha detto: " Riconosco la pietra della Mecca che aveva l' abitudine di salutarmi prima del mio arrivo come profeta, e riconosco questa pietra anche oggi."
29 ottobre 2009
Incantesimi durante i rapporti sessuali.
Ibn ' Abbas riporta che il profeta ha detto: " Se uno tra di voi nel momento di un rapporto sessuale con sua moglie dice: ' Nel nome di Allah, O Allah! Proteggici da Satana ed impedisci Satana di avvicinarsi alla progenitura che ci darai' , e se un bambino è generato (come risultato di questo rapporto) allora Satana non gli nuocerà."
29 ottobre 2009
Aspettare che sua moglie sia pura o incinta per divorziare.
Ibn ' Umar (che Allah sia soddisfatto di lui) riporta avere ripudiato sua moglie in un momento in cui aveva le mestruazioni. ' Umar (che Allah sia soddisfatto di lui)ne fece menzione all' Apostolo di Allah (che la pace sia su di lui) che disse: " Ordinagli di riprendersela, e di di ripudiarla quando sarà pura o incinta."
28 ottobre 2009
A proposito dello sbadiglio…
Il figlio di Abu Said al-Khudri riporta sull' autorità di suo padre che il messaggero di Allah (che la pace sia su di lui) ha detto: " Quando qualcuno di voi sbadiglia,mantenga la bocca chiusa con l' aiuto della mano, perché c' è il diavolo che cerca di entrare là dentro."
28 ottobre 2009
Satana ha urinato nelle sue orecchie!
' Abdullah rapporta che si fece menzione al profeta (che la pace sia su di lui) di una persona che era rimasta addormentata e che non si era alzata per pregare. Il profeta disse: " Satana ha urinato nelle sue orecchie."
28 ottobre 2009
Cosa fa il sole dopo il tramonto?
Abu Dhar rapporta la storia seguente: Una sera al tramonto del sole il profeta mi chiese: " Sai dove il sole va (dopo il tramonto)? "
Risposi: " Allah ed il suo apostolo lo sanno meglio." Disse:
" Si prosternerà sotto il trono, chiede il permesso di alzarsi nuovamente, ed il permesso gli è dato. (Un giorno verrà dove) si prosternerà ma la sua prosternazione non sarà accettata. Chiederà il permesso di continuare il suo cammino, ma ciò non gli sarà concesso. Gli ordineranno di tornare da dove viene. Allora si alzerà all' ovest. E questa è l' interpretazione del versetto di Allah: " Ed il sole corre verso un luogo assegnato; tale è la determinazione del Possente, dell' Onnisciente.' " (sura 36, versetto 38)
source
27 ottobre 2009
Segnaletica stradale versione muz:

Che facciamo gridiamo al razzismo?
27 ottobre 2009
Perché un bambino somiglia a sua madre o a suo padre?
Anas riporta che quando ' Abdullah bin Salam fu al corrente dell' arrivo del profeta a Medina, venne a lui e gli disse: " (...) Perché un bambino somiglia a suo padre, e perché somiglia a suo zio materno? " L' Apostolo di Allah disse: " Gabriele mi ha appena dato la risposta." (...) " Per quanto riguarda la somiglianza del bambino ai suoi genitori: Se un uomo ha un rapporto sessuale con sua moglie ed eiacula per primo, il bambino somiglierà al padre. Se la donna eiacola per primo, il bambino somiglierà a lei." Sentendo questo, ' Abdullah bin Salam disse: " Attesto che sei l' Apostolo di Allah" (...)
27 ottobre 2009
Il profeta si pulisce sul muro.
Maimuna rapporta la storia seguente: Il profeta prese un bagno di Janaba (bagno che deve essere preso dopo una relazione sessuale o un sogno erotico). Pulì per primo le sue parti intime con la sua mano, poi la strofino su un muro per pulirla. In seguito fece le sue abluzioni come per la preghiera, e dopo il bagno si lavò i piedi.
E chi pulisce dopo?
27 ottobre 2009
Il profeta picchia sua moglie.
Muhammad ibn Qais (...) riporta che Aisha ha detto: (...) " Era il mio turno di passare la notte con il messaggero di Allah. (...) Si allungó al mio fianco fino a quando pensò che io dormissi. Prese allora il suo mantello, mise lentamente le sue scarpe poi aprì lentamente la porta, uscì, e la richiuse leggermente. Coprii allora la mia testa, messi il mio velo ed uscii, seguendo i suoi passi fino a quando lui arrivò a Baqi'. Rimase in piedi a lungo, alzó le braccia per tre volte,poi si girò. Feci dunque marcia indietro. Ma l'apostolo accelerò il passo, allora feci la stessa cosa.Poi iniziò a correre, ed io mi misi a correre anche. Arrivammo a casa, io un po' prima di lui. Mentre io mi allungavo sul letto, entrò in casa, e disse: ' Perché sei affannata Aisha? ' Risposi: ' Non é niente.' Disse: ' Dimmelo o dio m' informerà.' Gli raccontai allora la verità. Disse: ' Era dunque la tua ombra che vedevo davanti a me? ' Dissi di sì. Allora mi colpì al petto, cosa che mi fece male, e disse: ' Pensavi che Allah ed il suo apostolo ti avrebbero trattato ingiustamente? ' "