Questo blog ha lo scopo di denunciare tutte le assurdità che in nome della religione marciscono la vita di milioni di credenti sul pianeta. Si vuole un luogo di riflessione contro le derive integriste, il fanatismo, l'arcaismo, ecc. non lasciamo gli spiriti chiusi impedirci di pensare con il nostro cervello. Occorre liberare l' Islam dal giogo nel quale si trova,di cui i musulmani sono le prime vittime. Salam aleikum, nell' islam, le due principali fonti di legislazione sono il corano e la Sunna (o tradizione del profeta). Qualsiasi musulmano deve basarsi su queste fonti ufficiali dove sono tratti le leggi, le norme, i divieti e le raccomandazioni che segneranno la sua vita. La sunna è stata raccolta e classificata in molti libri. Si compone di hadith. Si designano per hadith le opinioni espresse dal "profeta Maometto", e con estensione, tutti gli eventi che sono avvenuti sotto i suoi occhi e che ha tacitamente approvato. Alcuni hadith sono molto belli, ma ahimè altri sono molto brutti, e questo anche nelle raccolte più autentiche scritte da Bukhari, Muslim ed altri. Non veliamoci la faccia: è necessario dichiarare non validi questi hadith che mettono nella bocca del profeta opinioni indegne e ridicole. Bisogna abrogarli poiché non si può essere musulmano e credere che il profeta abbia detto tali cose.
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Nome: vituccio nonlosó
Questo blog ha lo scopo di denunciare tutte le assurdità che in nome della religione marciscono la vita di milioni di credenti sul pianeta. Si vuole un luogo di riflessione contro le derive integriste, il fanatismo, l'arcaismo, ecc. non lasciamo gli spiriti chiusi impedirci di pensare con il nostro cervello. Occorre liberare l' Islam dal giogo nel quale si trova,di cui i musulmani sono le prime vittime. Salam aleikum, nell' islam, le due principali fonti di legislazione sono il corano e la Sunna (o tradizione del profeta). Qualsiasi musulmano deve basarsi su queste fonti ufficiali dove sono tratti le leggi, le norme, i divieti e le raccomandazioni che segneranno la sua vita. La sunna è stata raccolta e classificata in molti libri. Si compone di hadith. Si designano per hadith le opinioni espresse dal "profeta Maometto", e con estensione, tutti gli eventi che sono avvenuti sotto i suoi occhi e che ha tacitamente approvato. Alcuni hadith sono molto belli, ma ahimè altri sono molto brutti, e questo anche nelle raccolte più autentiche scritte da Bukhari, Muslim ed altri. Non veliamoci la faccia: è necessario dichiarare non validi questi hadith che mettono nella bocca del profeta opinioni indegne e ridicole. Bisogna abrogarli poiché non si può essere musulmano e credere che il profeta abbia detto tali cose.
utente anonimo in 18 dicembre 2009Buon...
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utente anonimo in 14 dicembre 2009Pari...
Incapervinca in 14 dicembre 2009Pari...
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ArtemisiaPride in 18 dicembre 2009Buon...
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28 novembre 2009
Aïd el-Kebir: il massacro comincia
La spiritualità musulmana in occasione della "festa" dell'’Aïd el-Kebir in immagine:
(anime sensibili astenersi)








































25 novembre 2009
Perché sono francese?
Di Cyrano
Sono francese perché sono di nazionalità francese. Che la mia nazionalità sia d'origine o acquisita, poco importa, purché mi riconosca figlio di una nazione, cioè di un insieme di umani uniti da una Comunità di territorio, di lingua, di tradizioni e di aspirazioni. Il territorio,é la mia casa; la lingua è la chiave; le tradizioni sono le fondazioni; le aspirazioni sono le porte e le finestre. Il tutto, é il mio presente. È questo presente localizzabile, parlante, storico e prospettivo che incarno quando mi dichiaro francese. La mia identità è dunque più della mia carta d'identità: è un volere-essere che mi obbliga a reagire contro coloro che non vogliono la Francia mente ci vivono o che ne vivono. La mia identità è un'azione!
La storia che mi porta è anche la storia che porto in un sentimento permanente d'autodifesa. La mia identità è un silenzio interiore capace di rabbia. L'attuale dibattito sull'identità nazionale conferma quest'evidenza. La Francia tuona in me come in ogni francese che aspira a rimanere francese, poiché l'attuale identità della Francia sta cambiando l'identità dei francesi! I francesi ne hanno abbastanza, infatti, di vivere al quotidiano l'alterazione del loro essere. Essere francese, è dunque essere ostile a quelli che sono ostili alle leggi francesi, a cominciare con quelle che sono percepite come leggi del paese ospite. Sono francese perché denuncio “la nuova Francia„!
Sono francese perché sono rivoltato di sentire, sul mio suolo, manifestanti urlare degli slogan antisemiti o sostenere i terroristi del Vicino-Oriente. Sono francese perché non sopporto che delle bandiere straniere o fiamme francofobie siano brandite agressivamente durante gli incontri sportivi o in manifestazioni per stada. Sono francese perché non tollero più le persone che, sotto la responsabilità delle nostre leggi, fanno il letto della loro cultura demolendo quelle della repubblica. Sono francese perché non voglio più di questi predicatori che, in nome di una religione, tengono discorsi anti-occidentali. Sono francese perché non apprezzo per niente che ci siano nei nostri sobborghi uomini e donne che vedono in Ben Laden un santo o un eroe.
Sono francese perché non ho più la sollecitudine che avevo un tempo per “i clandestini„ ed altri fuori legge che squattono le nostre chiese e disprezzano i nostri diritti esigendo diritti differenziali. Sono francese perché non accetto che degli allievi ordinano che si riscrivano i corsi di storia con il solo motivo che l'insegnante presenterebbe loro una visione esclusivamente giudeo-cristiana del mondo. Sono francese perché non comprendo che dei studenti musulmani ricusano la mistità, gli insegnanti, gli insegnanti non musulmani, il pensiero deista, inciclopedista, ateo, i corsi di letteratura, di filosofia, di fisica, di biologia, di sport, breve, tutto quello che infastidisce le loro convinzioni celesti. Sono francese perché sono stanco di non potere più mettere, a Natale, un presepe in una finestra o un albero in una scuola senza far scattare una commissione d'indagine.
Il francese che sono é arrabbiato di apprendere che un treno può essere un luogo di pestaggio o di stupro, o un mezzo di trasporto quasi gratuito per questi anonimi che pestano e che violentano. Il francese che sono stringo i pugni quando sento Dominique Baudis riconoscere personalmente “di non potere più uscire in alcuni quartieri senza farsi trattare “di sporco francese„ . Il francese che sono soffro di sapere che nel 2002, François Bayrou - che si era recato a Strasburgo nel quadro della campagna presidenziale - ha visto i vetri del comune dove si trovava rotti da pietre, come se lui fosse il male, e che nel 2005, Nicolas Sarkozy, che visita una zona “difficile„ di Argenteuil, è stato preso a colpi di pietra nello stesso modo come se fosse il diavolo! Il francese che sono non posso dimenticare l'incredibile immagine del viso di Jacques Chirac coperto da sputi “di giovani„ durante una visita a Mantes-la-Jolie, il 4 marzo 2002, né la Marsigliese fischiata nel 2001,2007 e 2008 allo stadio!
Sono francese quando mi insorgo contro la terza-mondializzazione delle nostre città, da cui gli autoctoni sono cacciati proporzionalmente all'arrivo degli stranieri, conformemente ad una politica immigrazionista suicida che allinea gradualmente il nostro paese al Kosovo - diventato musulmano al 90% in meno di 50 anni! Sono francese quando vomito il razzismo anti-bianchi, come qualsiasi altra forma di razzismo, e di conseguenza, quando urlo contro la discriminazione positiva„ - nella quale scorgo la proiezione “del razzismo positivo„ che si fonde sul colore, e del “politicamente corretto„! Sono francese quando mi imbufalisco contro le leggi francesi applicate con la punta delle labbra “nelle città„ e “i sobborghi„. Sono francese rifiutando di abbassare gli occhi quando incrocio gli occupanti di zone ipocritamente qualificate “di non diritto„. Sono francesi quando non mi sento più essere una vittima “etnica„ della violenza ordinaria, sia per una priorità rifiutata in auto, una sigaretta che non ho la fortuna di avere su di me, un sandwich al prosciutto giudicato “insultante„, un gesto o una parola interpretata male, o il semplice fatto di trovarmi là,in quel posto.
Sono francese quando anticipo le violenze che non sarebbero mancate di scoppiare in tutto l'esagono la sera del 18 novembre 2009 se la vittoria fraudolenta della squadra Francese di calcio fosse stata ottenuta non contro l'Irlanda ma contro l'Algeria. Sono francese quando constato, scandalizzato, che le feste di capodanno celebrano il rinnovo "fiammeggiante" del parco automobile! Sono francese quando esigo che siano rigorosamente puniti coloro che telefonano ai vigili del fuoco ed ai medici per farli cadere in una immonda imboscata. Sono francese quando si agitano nella mia memoria i delinquenti che saccheggiano i nostri luoghi di vita perché uno dei loro si è ucciso casualmente al volante di un veicolo rubato, e che, approfittando di questo dramma, gettano dalla finestra delle loro abitazioni dei frigoriferi,lavatrici, televisori ed altri oggetti “anodini„, sfondano i locali degli immobili e i negozi sottostanti, attaccando i commissariati al lancia-razzo, accolgonono le forze dell'ordine a colpi di pietre, di palle di bocce, di cocktail molotov, di revolver o di fucili, incendiando tutto ciò che può bruciare,trafficando la polvere bianca, i veicoli e le armi… quando non finiscono in cellule terroristiche per seminare sul nostro suolo o altrove la devastazione e la morte!
Sono francese quando il rap vuole “niquer la France„, (inculare la Francia), quando Houria Bouteldja tratta i miei compatrioti “di cani„, quando denuncio l' islamizzazione del mio paese come tutti i paesi europei, quando peroro per un'Europa laica e femminista, quando ammiro Malek Boutih, Malika Sorel, Hamid Zanaz, Kébir Jbil, Pascal Hilout, Sihem Habchi, Abdennour Bidar… tutti derivati dall'immigrazione e tutti un'onore per la Francia mediante il loro autentico impegno a favore dei valori repubblicani.
Sono francese quando sostengo i diritti dell'uomo, quando ne chiamo all'universale per la donna - che è l'uomo - e da parte dell'uomo, che vale soltanto con l'universale. Sono francese più che mai quando, in nome di quest'universale, penso ai francesi che hanno dato la loro vita non soltanto perché non debba dare la mia, ma ancora perché io possa vivere i valori che li hanno tenuti in piedi quando tutto stava crollando attorno a loro. Questi valori non devono essere annegati non só in quale vergogna nazionale: è per loro che sono ciò che sono. Sono francese per resistenza!
Tradotto da Francesca
25 novembre 2009
Foto del giorno
O Profeta, di’ alle tue spose, alle tue figlie e alle donne dei credenti di coprirsi dei loro veli, così da essere riconosciute e non essere molestate. Allah è Perdonatore, Misericordioso corano ( XXXIII,59)…

23 novembre 2009
Sgarbi ci fa la morale sul velo adesso.Invece di fare il benpensante dei maroni ha chiesto in studio perché una donna musulmana non puó sposare un non musulmano e se lo fà rischia la vita? il signorino conosce tanto bene il diritto di portare il velo ma conosce i divieti che l'islam pone alla donna e le sue conseguenze se questi vengono violati?
Poi questo:

L'altra babbea (convertita) che chiede la sharia in Italia.Tenete presente come il pubblico applaude la Santanché.Forse non hanno capito che nessuno la vuole la loro immonda sharia.
Poi questo imam.C'ha una taqia in bocca!!!







17 novembre 2009
Reportage: Il salafismo in dieci questioni
Da parte di MohamedSifaoui

Nel momento in cui si parla del velo integrale, del salafismo, delle religioni e dell' identità nazionale, bisogna preoccuparsi della presenza in Francia di un movimento fondamentalista musulmano che molti qualificano d' extrémista? Decriptaggio…
1. Chi sono i salafisti?
Il salafismo attinge la sua radice nella parola araba salaf, che vuol dire letteralmente “i predecessori„. Si parla d' essalaf essalah, o dei “pii predecessori„, per designare i primi compagni del profeta Mahomet. Oggi, i salafisti li prendono per esempio e chiamano ad un ritorno “all' islam delle origini„, espurgato dalla bidaa o “delle innovazioni blamabili„ che, dal loro punto di vista, pervertono la religione. Così, tutte le influenze occidentali, tutte le idee umaniste ed i principi filosofici, come la democrazia o la laicità, sono respinti.E' la scuola del pensiero anbalita, fondato dall' imam Ahmed ibn Hanbal (780-855) nel IXe secolo, che ha forgiato le radici dell' ideologia salafista. Due discipli di questa dottrina, l' imam ibn Taymiya (1263-1328) e Mohamed ibn Abdelwahab (1703-1792), diventeranno in seguito i due principali riferimenti ideologici. Abdelwahab fondatore del dogma wahhabita e tuttavia cofondatore della monarchia saudita, genererà questo “salafismo missionario„ (argomento della nostra indagine) veicolato al giorno d'oggi: disuguaglianza tra gli uomini e le donne; diritto penale che si basa sulle punizioni corporali; rigorismo nelle relazioni sociali; rifiuto dei diritti dell' uomo. Dopato a colpi di petrodollari, questo salafismo si è gradualmente propagato attraverso il mondo.
Nel xx secolo, questo pensiero salafista si politicizza anche “riformandosi„ sotto l' impulso dei fratelli musulmani, una confraternità integrista fondata in Egitto, nel 1928, da parte di Hassan al-Banna (1906-1949). I fratelli non esitano a creare dei partiti e ad impegnarsi nella vita politica ed associativa. Tuttavia, le loro divergenze dottrinali con tenenti del wahabismo non fanno di loro pertanto dei “progessisti„: anche loro raccomandano l' applicazione della charia (la legge coranica) e l' instaurazione di repubbliche islamiste. I fratelli musulmani, che si affibia a volte dell'epiteto “di salafisti in veste e cravatta„, è rappresentato in Francia dall' Unione delle organizzazioni islamiche della Francia (UOIF). Partigiani di una reislamizzazione “in dolcezza„, sono apparentemente più “aperti„ che “i salafisti in barba e djellaba„.
2. Cosa vogliono?
Benché minoritari nel mondo musulmano, i salafisti occupano il davanti della scena grazie all' attivismo libero dei loro militanti ed altri ideologi. Il pensiero salafista controlla oggi molte moschee ed una grande parte della letteratura musulmana. Trattandosi dell' Occidente, chiamano anche al comunotarismo, che spera reislamizzare i membri della Comunità musulmana e convertire il più possibile persone sedotte da un'ideologia politico-religiosa incompatibile con i valori universali. Pertanto, contrariamente ad alcuni fantasmi tenuti da ambienti di estrema destra, l' obiettivo principale dei salafisti non è l' islamizzazione dell' Europa, ma la messa in atto di condizioni che permetterebbero loro di praticare la loro visione dell' islam come l' intendono, anche se questa è contradittoria con lo spirito del progresso. Dalla loro parte, i fratelli musulmani desiderano stabilire un gruppo di pressione in grado di pesare sui dibattiti nazionali ed internazionali, e vogliono costituire una forza lobbista suscettibile di fare nascere “un voto musulmano„.
3. Quanti sono in Francia?
È difficile conoscere con esattezza il numero di salafisti presenti in Francia (ed in Europa). Sarebbe possibile tuttavia avere una stima quando si sa che solo il 10% di 5 milioni di musulmani della Francia è costituito da praticanti regolari che frequentano le 1.900 moschee e sale di preghiera con assiduità. Avendo centrato la loro vita attorno al luogo di culto e della pratica, rappresentano una forte minoranza di questi praticanti. Ma danno l' impressione di essere maggioritari grazie a loro attivismo, la loro eccitazione militante, la loro presenza sul net, il loro abbigliamento ridicolo apertamente proselita, ed attraverso il loro impegno nell' azione sociale nell'ambito dei quartieri. I salafisti hanno così mostrato il loro peso reale in occasione delle manifestazioni contro la legge che proibisce i segni religiosi a scuola. Da analizzare anche, le riunioni annuali del Bourget che organizza l' UOIF, questa filiale francese del pensiero dei fratelli musulmani, che ha penato a raccogliere più di 20.000 persone, anche se pretende l'opposto.
Esisterebbero una cinquantina di moschee o di luoghi di preghiera tenuti dai partigiani del wahhabismo saudita e del pensiero salafista proselita, e molte altre dirette da l' UOIF, che non rappresenta tuttavia che un terzo dei musulmani praticanti nelle istanze del Consiglio francese del culto musulmano (CFCM).
Le moschee salafiste wahhabite sono spesso impiantate nel cuore delle città popolari. Ne esistono nella regione parigina - a Sartrouville, Argenteuil o Gennevilliers in particolare -, nella regione di Lione, nel Nord,a Marsiglia o Besançon. Ma se ne trovano anche in Parigi intramura, nel cuore delle zone di Belleville e di barbès.

4. Chi finanzia la propagazione del salafismo?
Oltre allo Stato saudita che, attraverso la lega islamica mondiale, ha a lungo finanziato quest'ideologia, molti mecenati arabi del Golfo Persico accordano milioni di euro all'anno per fare illuminare attraverso il mondo “il vero islam„, cosí come piace loro qualificare il salafismo. In Francia, molte moschee sono state costruite grazie a fondi che provengono dalle monarchie arabe e dalla lega islamica mondiale: la moschea di Evry e di Mantes-la-Jolie, ad esempio. L' Arabia Saudita propaga il salafismo formando nelle sue università di Riad, della Mecca e di Medina migliaia di studenti sauditi o stranieri. Questo salafismo “missionario„ è stato trasportato anche dalle scuole coraniche pakistane, in particolare quella di Karachi, che insegna il pensiero detto deobandi, una versione indo-pakistana del salafismo ha dato nascita ai famosi talebani. I fratelli musulmani, quanto a loro, hanno a lungo beneficiato dell' aiuto dei Sauditi, che hanno permesso l' apertura in Europa del centro islamico di Ginevra, fondato da Saïd Ramadan (padre di Tariq Ramadan e genero di Hassan al-Banna). E, quando l' UOIF è creata, all'inizio degli anni 80, da Tunisini islamisti e dall' attivista libanese Fayçal Mawlawi, l' organizzazione approfitterà di molti sostegni che emanano dagli Emirati Arabi Uniti.Oggi, l' UOIF riceverebbe, secondo le varie stime, tra il 30 e 60% del suo finanziamento da paesi o da personalità arabe. Le associazioni che sono legate a l' UOIF tirano ugualmente una parte del loro denaro dal rilascio di attestati halal, un commercio comunitario che non cessano di promuovere tanto egli è lucrativo.

5. Chi sono i loro ideologi?
Fra i contemporanei, si possono contare Egiziani derivati dai fratelli musulmani come Sayyid Qutb (1906-1966) o Youssouf al-Qaradawi, che non cessa di giustificare gli attentati suicidi e l' instaurazione della charia.Anche se lui se ne difende, Tariq Ramadan, che si lascia compiaciutamente affabulare a volte del titolo di teologo, è in realtà un ideologo del pensiero salafista dei fratelli musulmani. Egli non esita a fustigare il wahhabismo saudita, ma ciò non fa di lui un progessista o liberale né un riformatore. I suoi riferimenti ideologici rimangono i fondatori del pensiero dei fratelli ed i teorici che l' hanno sofisticato per fare uno strumento di lotta politico-ideologica, nell'occorrenza il suo nonno Hassan al-Banna, al quale dedica un'ammirazione senza simili, o anche il pakistano Abu Al-ALA al-Mawdoudi (1903-1979). Tariq Ramadan si è distinto utilizzando codici di lingua e di scrittura occidentali per propagare un pensiero di fratellanza che ha saputo adattare il suo discorso alle opinioni pubbliche europee. Non propone che una versione di un salafismo apparentemente più “dolce„.
Altri “pensatori„, dei Sauditi, hanno garantito l'illuminazione del salafismo wahhabita attraverso il mondo. E' il caso dello cheikh Ibn Baz (1909-1999), che ha sempre predicato un islam puro e duro. Salih bin Fawzan al-Fawzan, Saudita, “è apprezzato„ dai salafisti europei: raccomanda ai suoi seguaci di “non somigliare ai mscredenti in ciò che è loro specifico„. È uno di quelli che inducono le donne a portare il velo integrale, che rifiuta anche il velo classico che permette di lasciare il viso delle donne apparente. Altro guru molto ascoltato dai salafisti: lo cheikh mohamed ibn Saleh al-Otheimine. Proibisce, tra l'altro, “di congratularsi con i miscredenti (ebrei e cristiani in particolare) durante le loro feste religiose„. Infine lo cheikh Nacereddine al-Albani (1914-1999), un ideologo albano-siriano, ha prodotto un fioritura di fatwa (editti religiosi) tanto integriste sia le une che le altre ed hanno in particolare proibito l' utilizzo della televisione e della radio.
Fine prima parte......